Foto di Gruppo.

centanni-gruppo

Ho fatto una foto di gruppo!
Su ogni copertina c’è lo stesso titolo, lo stesso autore, c’è la stessa storia, scritta in tante lingue diverse.
Dietro ogni copia c’è però la storia di un’amica o un amico che si sono ricordati della mia insana passione per questo libro.
Anche quando erano lontano, in giro per il mondo. Hanno speso una parte del loro tempo e dei loro risparmi per regalarmi una copia di “Cent’anni di Solitudine” che Gabriel Garcia Marquez pubblicò  nel 1967.
Ho scritto che mi sarebbe piaciuto omaggiare l’Anniversario di questo evento letterario scrivendo le storie che stanno dietro ognuna delle copie che compongono la mia collezione. Racconti legati agli amici e al libro. A come fossi testimone del loro incontro.
Alcune le ho pubblicate, altre sono già pronte, altre le sto ancora scrivendo.
Sono convinto, è evidente, che la lettura di “Cent’anni di Solitudine” non lasci indifferenti, che tracci “un prima e un dopo“, che sia in grado di fare emergere reazioni, percezioni, storie.  Magari la storia di una simpatia, forse anche di una repulsa, come solo i grandi libri sanno esaltare.
Sono convinto che ci faccia scoprire un  personaggio in cui identificarsi, una scena che ci rimane  vicina e ci colpisce.
Sono convinto soprattutto che la lettura di “Cent’anni” è fonte di stupore continuo. Di continua sorpresa e colpi di scena. Di trame incredibili e personaggi sorprendenti e sempre intriganti, imprevedibili nella loro mutevole diversità seppure portino lo stesso nome!
Ne sono convinto anche perché per anni ho colto questo stupore!  Con clienti sconosciuti. Con lettori smaliziati. Con persone incontrate nel mio lavoro. Con amici che conosco da anni.
Molti, sollecitati da questa mia iniziativa e dai racconti che ho pubblicato, hanno avuto la cortesia di confidarmi alcune delle loro reazioni.
Mi sono ritrovato incredulo riferimento e catalizzatore di storie “forti” addirittura “commoventi” come mai avrei immaginato iniziando, per pura coincidenza anagrafica, questa bizzarra avventura. Mi sono stupito, commosso, indignato scoprendo comuni radici emotive nelle confidenze raccolte. Queste confidenze, questi racconti, queste testimonianze di  fiducia, amicizia, affetto sono di una tale preziosa bellezza che faccio fatica a custodirle da solo.
Neppure avrei creduto che la semplice lettura di un libro, peraltro vecchio di cinquant’anni, potesse suscitare tanta sensibilità.
Mi piacerebbe farle diventare storie da raccontare, soprattutto a tributo di chi le ha generate e suscitate. Un’ulteriore iniziativa tra le tante nate per celebrare l’anniversario della pubblicazione  di “Cent’anni di Solitudine” come, per citarne alcune, la diffusione capillare nelle sale cinematografiche  del film/evento “Gabo” e una mostra fotografica che si terrà a Torino nei prossimi mesi e ci porterà nella terra di Garcia Marquez , proprio nei luoghi che gli  hanno ispirato Macondo,  curata con scrupolo e coinvolgimento diretto da Cristiano Denanni che questi luoghi ha visitato, descritto e fotografato recentemente.
Dalla pubblicazione del libro sono passati cinquant’anni che si sono fusi nei cento che Garcia Marquez ha usato a pretesto e metafora per dare il titolo al suo romanzo più completo e più affascinante che è stato definito dalla critica il secondo miglior libro in lingua spagnola, dopo l’impeccabile “El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha” di Miguel de Cervantes.

La pagina di oggi può finire qui.
Oppure può continuare, per chi vorrà unirsi al gruppo, quello della foto all’inizio della pagina per intenderci, con un contributo, un racconto, un’immagine.
Provo quindi a forzare la mano e vi chiedo due livelli di partecipazione.
La prima, più immediata e facile, è quella di inviare la foto della copertina della vostra copia di “Cent’anni di Solitudine“.
La seconda, se ve la sentite di andare oltre, è aggiungere un brano del libro, un commento, un riferimento che vi ha coinvolto e che sentite essere legato alla lettura del libro.
Potete farlo, allegando il vostro “pezzo” ai commenti di questo blog.
Potete farlo allegandolo alla pagina Facebook :
“Cent’anni di solitudine” – Anniversario.

 

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