Bellefonte – Pennsylvania

 

bellefonte

Questo resoconto di viaggio fa parte di North American Photo-book

A Bellefonte ci arrivi solo se ci  devi venire e,
se ci devi venire, arrivarci è facile .
Esci dall’Interstate e segui le indicazioni. Perfette. Al centimetro.
Io invece, arrivarci ci sono arrivato, ma…per caso.

E’ quasi il tramonto e la strada verso Pittsburgh PA è ancora lunga.
Partito da Poughkeepsie* nel primo pomeriggio, ho già fatto oltre 200 miglia.
Il traffico intenso e continuo dell’Interstate  80 mi culla regolare e noioso, in mezzo a pareti di alberi, monotoni nella loro rigogliosa fioritura.
Dalla pennetta inserita nella radio del cruscotto ho selezionato “Homecoming” degli America.
Parte “Ventura Highway“.
Canto a squarciagola “..where the days are longer, the nights are stronger than moonshine…“.
Sono preso dallo spirito del viaggio…le strade nei deserti…la California.
La California??? Ma è a 4.000 km da qui!!!
bellefonte-6
Alberi fitti costeggiano e arredano le autostrade nel Nord Est degli Stati Uniti. Le rendono tutte uguali al punto che si potrebbe confonderle  l’una con l’altra.
Una doppia doppia-striscia di asfalto…due file di alberi…ecco fatta un’Interstate.
Quando sul navigatore appare la scritta che qualche chilometro più avanti c’è un incidente mi riattizzo dal torpore della monotonia della guida e immediatamente vedo la mia meta dissolversi nella notte.
Al pensiero di procedere per chilometri a passo d’uomo, bloccato tra file di automobili, risolutamente mi butto sulla destra e, alla prima uscita, abbandono la carreggiata. bellefonte-5Abbandono anche la speranza di riuscire ad arrivare a Pittsburgh PA per la notte. Cambio programma e decido di andare a scoprire cosa c’è al di là del muro di alberi che scortano l’Interstate.
Non ci vuole molto ad adattarmi al nuovo modo di viaggiare.
Complice la lettura di un libro che ho letto più di 30 anni fa, che racconta un lungo viaggio  negli Stati Uniti, il desiderio di perdermi per le “strade blu” è latente e colgo al volo l’occasione che si presenta.
Dalle 75mph la velocità scende immediatamente alle 25mph. Finalmente ai lati della strada appaiono forme di vita e panorami che posso anche distrarmi ad osservare.
bellefonte-10
E’ la fine di una giornata lavorativa in mezzo alla campagna e i ritmi si adeguano al tramonto incipiente. La luce del sole calante ammorbidisce i colori, i terreni coltivati ispirano tranquillità, seducono i cuori duri e i viaggiatori superficiali.
Di fronte a me,  sul profilo della strada appare, il colpo di scena. L’imprevisto che ogni buon regista sa calare al momento opportuno.
Si muove verso di me ed io strabuzzo gli occhi. Prendo velocemente la digitale e scatto mentre guido.bellefonte-12
Solo ora realizzo di essere in Pennsylvania. La terra che ha le sue radici nella cultura e nella storia degli Hamish. Mai avrei immaginato però un incontro così improvviso ed immediato. Così come è immediato e cordiale il sorriso per avermi beccato con la macchina fotografica in mano. Mi saluta con la mano e prosegue il suo tragitto. Mi sorprendo a pensare quanto sia anacronistico il viaggiare su un calesse, anche se la sua occhiata mi convince che forse sono io l’anacronista che fotografa un calesse e se ne stupisce pure. Meglio riconcentrarmi sul panorama e  godermi il tramonto e fare attenzione alle bizzarre dune della strada.

bellefonte-9bellefonte-18

Il tramonto incombe e il paesaggio, lentamente si adegua.bellefonte-13
La strada di campagna si snoda su un territorio di fattorie e attività produttive. Ordinate, efficienti, rigogliose.
Mi accorgo che se da un lato c’è uno spazio per i vivi, dall’altro c’è un terreno per i morti. L’uno vicino all’altro. Una continuità che rafforza il legame con  la propria storia.bellefonte-15

Dopo pochi kilometri incontro il cartello stradale che segnala Bellefonte. Leggo la mia guida e scopro che in questa piccola città dove oggi ci sono poco più di 6.000 abitanti, sono vissuti ben cinque Governatori della Pennsylvania. Deve il suo nome nientemeno che a Talleyrand. Il nome gentile mi incuriosisce.  Decido di  cercare un motel. Faccio una doccia e mi cambio, poi giro la macchina e vado in downtown.
bellefonte-48

Il primo impatto con la città è intrigante. Le case sono molto ordinate, pulite,  costantemente manutenute  e minuziosamente curate. I viali sono ampi e alberati. bellefonte-49Ci sono pochissime automobili parcheggiate in strada e molte sono di fronte ai garage a lato delle abitazioni.bellefonte-39
Le abitazioni più datate sono in muratura. Architetture vittoriane importanti.
bellefonte-47Le case in stile vittoriano, rivestite in legno, lasciano immaginare spazi ampi e proprietari facoltosi, famiglie di florida agiatezza.bellefonte-76

L’intera città è puntigliosamente decorata di fiori e ogni lampione sorregge vasi colorati che animano l’intera prospettiva delle vie.
Cerco un locale per mangiare anche se so che a quell’ora è difficile trovarne. Dopo aver vagato a caso nella main street e non aver incontrato nulla aperto, decido di entrare nell’unica pizzeria che ha ancora accese le insegne. Vengo accolto da un sorriso cortese e, anche se sono l’ultimo cliente, mi viene indicato un tavolo e offerto immediatamente da bere. bellefonte-23aQuando arrivano le pizze mi rendo conto che hanno un concetto di dimensione diverso dal mio e che dovrò darmi da fare per uscirne vivo!
bellefonte-25
Sfamato, riemergo dai resti della pizza e riprendo il mio tour nel piccolo centro. Mi muovo a piedi, curiosando nelle poche vetrine illuminate  e finalmente concretizzo un pensiero che da un po’ mi gira in testa e fatica a uscire fuori: non c’è nessuno in giro!
Sono da poco passate le dieci nella sera agostana e le auto che percorrono la strada centrale sono rarissime mentre per almeno due volte vedo passare gli imponenti Dogde della polizia, sempre con i lampeggianti attivi.bellefonte-27
Poche macchine, nessun adulto, gli unici quattro ragazzi che passeggiano chiacchierando sembrano stare per tornarsene a casa. Nella piazza centrale un Pick-up della polizia è fermo davanti l’unica auto che ho visto circolare. A bordo una ragazza con un neonato sul seggiolino dietro. Chiacchierano!
Il piccolo centro ordinato, illuminato, pulito e tranquillo è tutto per me!
Sono le dieci di sera e in giro non c’è nessuno!
…torno al motel!!!
bellefonte-75

La mattina successiva esco a fare una passeggiata per capire se sono tutti in ferie o dove stanno nascosti?
Per strada poche persone, i negozi sono vuoti. Sto per abbandonare le vie del centro, quando mi incuriosisce una vetrina. Entro in un negozio che probabilmente raccoglie, espone e vende, migliaia di oggetti tra il modernariato e il vintage, alcuni oggetti di pregio antiquariale e semplici vecchiumi. C’è di tutto, e tutto usato.
Non aspettatevi un  elenco.
Sarebbe noioso e infinito, e anche se sparassi oggetti a caso, sicuramente in questo negozio ci sono.
bellefonte-62

Scatto questa foto davanti ad una chiesa.
Mi colpisce la lettura che propone del dramma dell’aborto.
Scopro che è il riferimento di un movimento che ha organizzazione e diramazioni in molte città e momenti di aggregazione e preghiera comuni. Del resto noto che nelle vie principali del downtown, sono appese fotografie, che commemorano, con una descrizione e una dedica, militari caduti durante una guerra. Probabilmente padri, figli, fratelli.
Presumo che queste immagini siano presenze silenziose ma forti nella vita quotidiana. Le ricollego al cimitero incontrato sulla strada e lascio che questa percezione delinei una fisionomia nei miei pensieri. Probabilmente io non sarei  in grado di convivere con sollecitazioni così incombenti, passandovi davanti tutti i giorni. Forse abituato a vivere in una città con centinaia di migliaia di persone si diventa più insensibili, indifferenti. Forse il ricordo di chi non c’è più si interiorizza e diventa privato, riservato, protetto. Forse in una piccola comunità è diverso.  bellefonte-59

Davanti a me una struttura imponente. Restaurata e tinteggiata di recente, integra. La guida la dichiara costruita nel 1866 in “Italianate style“, poi rimaneggiata con l’aggiunta del quarto piano e delle mansarde. Adesso è una “residential facility”. E’ nella piazza principale, impossibile non notarla.
bellefonte-63
E’ ora di riprendere la strada. Pittsburgh PA mi aspetta. La sosta imprevista mi è piaciuta.
Ma il viaggio continua.

*capoluogo della contea di Dutchess nello Stato di New York.

*** alcune delle foto pubblicate sono scattate dai miei compagni di viaggio

Advertisements

Un pensiero su “Bellefonte – Pennsylvania

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...