Terza Copertina – Hundert Jahre Einsamkeit

20170102_225210

Please, do you have a copy of Garcia Marquez’s novel “One hundred Years of Solitude”?”
Sure! Let me check.”
La vidi darsi da fare e cercare sullo scaffale, in ordine alfabetico per autore, come del resto avevo già fatto io!
La vidi alzare un telefono e con poche, secche parole, chiudere con un’aria indispettita.
La vidi effettuare un’altra telefonata e riprendere il sorriso.
Quindi tornò da me!
We’re out of stock! If you can wait, I order it and you can come back.”
Sorry! I’m from Italy and I’m here for Christmas only few days. Next monday I’ll come back home. I don’t think you can…
Tomorrow at 8 a.m. it’ll be here!
Tutto questo accade nel 1985. Siamo a pochi giorni da Capodanno.
Sono in un  piccolo paese del Baden-Wurttemberg. Sono arrivato qui  il giorno di Santo Stefano e conto di fermarmi fino alla Befana.
Il paese è nell’hinterland di Stoccarda. Zona operaia. La presenza degli stabilimenti Mercedes-Benz accoglie emigranti. Turchi ed italiani soprattutto.
Più ti allontani da Stoccarda più il paesaggio mi ricorda la Padana dei miei nonni. Spazi agricoli che riposano sotto l’abbondante nevicata, camini che fumano in cascine isolate, lunghe poderali che sembrano perdersi in mezzo a boschi rigogliosi.
Ci sarà il tempo per la semina e quello per il raccolto. Ora ci prendiamo il tempo per passeggiare sulle strade innevate.
Il paese è piccolo e tutte le strade sono invase dai Weihnachtsmärkte. Qui prendono sul serio il Natale e per due mesi il piccolo borgo è invaso da banchetti in cui si vendono dolciumi e addobbi per la casa. Passo il pomeriggio tra pretzel e krapfen, frastornato da loop di nenie festose e ritmate che equivoco per cori della Wehrmacht, alzando bicchieri di vino caldo che aumentano il rosso paonazzo delle guance e ricordano il clima dell’Oktoberfest.
Trovo rifugio e tranquillità nella libreria del piccolo paese e inizio a curiosare tra i titoli. Non capisco e non so leggere una parola in tedesco che non sia Kleine, Strasse e Kaput! Confido nella rinomata conoscenza dell’inglese di tutti i popoli a nord delle Alpi. Impatto nel sorriso di una commessa che mi segue da quando sono entrato. La approccio in inglese con poche parole. Lei mi chiede se sono americano.
La guardo impacciato e tra me e me penso che devo parlare proprio male l’inglese se mi ha preso per un americano…o forse sarà per i capelli lunghi e la barba rossa e per il look da turista sperso?
Comunque  rispondo: “Italian. I come from Turin! Italy!
Quindi le dico che vorrei comprare una copia di “Cent’anni di solitudine
Lei parte convinta di portarmelo ma non lo trova nello scaffale . Ne verifica la disponibilità e mi dice che me lo può ordinare.
Da oltre sette anni io lavoro in libreria e valuto che tra le vacanze di Natale e il periodo degli inventari di fine anno non sarei in grado di ordinare e fornire un libro ad un  mio eventuale cliente fino al 10 di gennaio. Declino quindi l’offerta.
Lei mi precisa, in inglese, che arriverebbe domani mattina alle 8.00!
Azz!!! Allibisco. Accetto di ordinarlo per puro spirito di sfida.
See you tomorrow!
Inutile continuare il racconto. La copertina della copia la vedete in cima alla pagina. In Germania funzionava così.
Nel 1985!!!!
Organizzazione efficiente. Trasporti veloci. Servizio al Cliente. Massimizzazione del Profitto.
Viele Jahre später sollte der Oberst Aureliano Buendía sich vor dem Erschießungskommando an jenen fernen Nachmittag erinnern, an dem sein Vater ihn mitnahm, um das Eis kennen zu lernen”.
Impossibile!
Non riesco neppure a pronunciarlo! Mi inciampo già alle prime parole dell’incipit!
Naturalmente la mia amica si sbellica dalle risate ai miei tentativi di recitare in una sola tirata, senza prendere fiato, la parola “Erschießungskommando”.
Le chiedo di leggere per me alcune parti del libro. Rimango ad ascoltarla. Devo confessare che nonostante i suoi tentativi di interpretare le parole e darvi ritmo con pause e intonazioni io sento un gelo salirmi su per la schiena  e mi stupisco che possa essere lo stesso romanzo che ho imparato ad amare. Piatto, inespressivo, un minestrone che gorgoglia rantoli. Ma dove è sparita la sonorità fragrante e cavalleresca dell’originale spagnolo?
Sono ancora oggi allibito. Ma Goethe, Brecht, Hesse parlavano così?
Per fortuna Bach, Beethoven e Wagner l’hanno messa in musica…

Passarono le vacanze e venne il tempo di tornate a casa.
La sera prima di partire decisi di scrivere alcune parole di ringraziamento all’amica che  mi aveva ospitato.
Acquistai una busta ed un foglio e scrissi dolci parole, che ricordavano le giornate passate e la cortese ospitalità che avevo ricevuto.  La mattina successiva alle 10.00 avrei preso un treno da Stoccarda per l’Italia.
Imbucai la lettera e andai a dormire pensando al sorriso stupito che avrei suscitato il giorno in cui la mia lettera fosse arrivata con il mio cortese ringraziamento.
La sveglia suonò alle 7.00.
Venni accolto dalla mia ospite che mi aveva preparato  la colazione. Su un vassoio trovai una tazza di tè, alcuni biscotti di miglio, un fiore e una lettera scritta…con la mia calligrafia. Era già arrivata.
Questi tedeschi…trooooppo efficienti!!!

***

Gabriel Garcia Marquez – Hundert Jahre Einsamkeit – dtv 1984

Annunci

2 pensieri su “Terza Copertina – Hundert Jahre Einsamkeit

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...