Angelo

2015-10-21 08.06.56

 

Angelo!
E se non si chiamava Angelo fa lo stesso!
Bello, era bello! Come si dice debbano essere gli angeli. Biondo e con i capelli lunghi, come si dice abbiano i capelli gli angeli. E poi comparve all’improvviso nel gruppo degli amici, come si dice facciano gli angeli. Era affascinante, allegro, sorridente, non lasciava mai in sospeso una frase, un discorso, una battuta. Parlava guardandoti negli occhi, facendoti comprendere che parlava con te, che gli interessava cosa ti stava dicendo, che gli interessava cosa gli avresti risposto. I suoi erano occhi instancabili, rari! Luminosi e attenti, non invadenti, non indugianti! No no! Erano curiosi di te, della persona con cui parlava fino a dare un senso di amabile condivisione di una frase, di un ricordo, di un problema.
Ne parlo al passato perché da anni non ho più sue notizie. Qualcuno mi ha detto che viaggia in luoghi lontani. E di sicuro, se gli anni non lo hanno affaticato, starà tenendo allegro qualcuno.
Davvero apparve all’improvviso nel gruppo di amici, ci travolse col suo carico di energia, iniziative, novità. Era avanti, avanti di idee, di nozioni, di conoscenze! Allora non era l’abilità nell’uso della tecnologia a fare la differenza, allora era la lettura, l’ascolto musicale, l’aver viaggiato e conosciuto direttamente altre persone, lingue e paesi, altre culture, abitudini e modi di vivere che  generava l’attenzione dei coetanei, delle ragazze, dei più giovani! Si, insomma, se arrivavi con la moto nuova facevi la tua figura, ma qualche sguardo di diffidenza partiva di sicuro, qualche ciglio che si arcuava te lo beccavi , qualche battuta stroncante la portavi a casa.  Beh, tanto lui non so neanche se avesse la patente, quindi il capitolo motori neanche lo sfiorava. Ma non chiedergli di un gruppo pop inglese sentito alla radio. Partiva a citarti la formazione, le canzoni, le tournée e poi le notizie spicciole della biografia che neanche Ciao2001 conosceva. Con il cinema ci conquistò! E’ anche vero che con me, Ricky e Rico vinceva facile. Noi passavamo i sabato sera  al cinema parrocchiale, massima libidine era la domenica pomeriggio avventurarsi a piedi allo Smeraldo di viaTunisi o al Vinzaglio di corso Duca!  E poi andare al cinema era l’unico modo per fumare di nascosto. Per dirla tutta il cinema era anche il luogo di infinite questue con le amiche più disinvolte per un bacio rubato, per un approccio audace che in pubblico castamente rifiutavano. Quelli che ora signorilmente chiamiamo B-Movies e che Tarantino considera il pane e prosciutto della sua cinematografia, per noi erano appuntamenti, mai mancati, di ogni fine settimana. Si perché le prime visioni le davano soltanto in 10 o 15 cinema del centro,  per noi adolescenti non motorizzati, molto lontani e cari, ma soprattutto perché la nostra conoscenza cinematografica era desolatamente orfana, vedova e illibata! Ci pensò Angelo! Con una capacità organizzativa che esondava e travolgeva ogni ostacolo formale e strutturale trovò un locale, affittò un proiettore, noleggiò le pellicole e redasse un invito e con il ciclostile ne fece copie per invadere in quartiere e nel giro di breve avevamo 8  venerdì sera impegnati! E sticazzi, mica scherzava! I titoli che scelse mi fanno paura ancora oggi e sinceramente non so se riuscirei a rivederli con l’attenzione e con la fame di cinema che vi dedicai allora. La proiezione era introdotta da una scheda che Angelo scriveva di pugno attingendo non ho mai capito dove, e durante la proiezione calava un silenzio consapevole! Si! Consapevole della nostra, è un plurale maiestatis, ignoranza grassa e disinformata. Per la prima volta sentii parlare di Luis Bunuel, di Ingmar Bergam, di Mike Nichols, di Dennis Hopper. Lo confesso degli otto film che Angelo propose, dopo 45 anni, alcuni non li ricordo più, ma posso citare “Il Settimo Sigillo”, “Viridiana”, “L’Angelo Sterminatore”,”Chi ha paura di Virginia Woolf?”! Ricordo che restai stupefatto dal VirginiaWoolf. Tutti mi interessarono ma il film di Mike Nichols mi coinvolse proprio. La vicenda era piuttosto lontana dalle mie esperienze di adolescente ma, nonostante questo, mi appassionò la storia delle due coppie di docenti universitari, una più anziana dell’altra, che in una serata un po’ alterata dall’alcool e in parte favorita da un “gioco della verità” portano ad estremi esasperati l’analisi del loro rapporto di coppia permettendo ai due interpreti principali, Burton e Taylor, una delle migliori interpretazioni di sempre e l’Oscar alla stupenda Elisabeth Taylor che per l’occasione dovette recitare con un trucco che la invecchiava per entrare nel ruolo. La canzoncina che dà il titolo al film la ricordo e sono ancora in grado di canticchiarla, tanto mi rimase impressa. Ma il film che mi colpì più intensamente fu “Easy Rider”! La faccia da schiaffi di Jack Nicholson nel tragico ruolo dell’ambiguo avvocato gli meritò una nomination all’Oscar. Il viaggio dei due motociclisti hippy  attraverso l’America, dura e bigotta, e il finale devastante ci spalmarono tutti sulle sedie, già di suo scomode, del locale in cui proiettavamo. Io ci restai male, molto male! Il film mi lasciò addosso un’angoscia e una rabbia che facevo fatica a controllare. Di sicuro colpì nel segno e mi diede una mano a capire chi erano i buoni e chi erano i cattivi. Nei mesi scorsi è stata riproposta una versione restaurata di Easy Rider e tra il pubblico c’erano molti ragazzi giovani più o meno quanto me, quando lo vidi per la prima volta, e mi piacerebbe sapere se hanno percepito la stessa morsa allo stomaco che io provai allo sparo finale! Ognuno di noi ha un film nel cuore, un regista, un attore o più d’uno, che ci affascina, ci incuriosisce, che vorremmo emulare. Per me questa passione nacque da quell’esperienza voluta, creata, gestita da Angelo oltre 45 anni fa. Anche la mania di perdere tempo a studiare registi, attori, aneddoti legati al cinema la devo a lui.
Già, Angelo?!? Chissà dov’è adesso? Quando morì mio padre, oltre dieci anni fa, ricevetti un biglietto commovente scritto a mano, da lui. Partecipava al mio dolore con un tenerissimo ricordo di mio padre che nemmeno immaginavo lui conoscesse e stimasse. Ne rimasi commosso ma anche incredulo. Non lo vedevo da anni e in un momento difficile della mia vita riappariva.
Forse non era mai sparito, forse non era mai stato lontano.
Forse anche adesso sta da qualche parte, celato, nascosto.
Forse da qualche parte, un giorno all’improvviso, riapparirà!
Come si dice facciano gli angeli….

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