Max Aub – Delitti Esemplari

Sellerio pubblica “Delitti Esemplari” nel 1981. Nella collana La Memoria. E’ il numero 28. Pochi allora conoscevano la Sellerio. Meno ancora Max Aub.

Max Aub nasce a Parigi nel 1903, cresce e si forma in Spagna, Valencia. Aderisce al Partito Socialista Operaio Spagnolo e dopo gli anni della Guerra Civile Spagnola si esilia in Francia e quindi nel 1942, e definitivamente, in Messico, dove muore nel 1972. Ha una produzione letteraria sterminata e praticamente inedita in italia.

“Delitti Esemplari” è stato scritto nel 1956. Raccoglie, citandole in modo anonimo e indefinito, le confessioni raccolte tra coloro che, colpevoli di omicidio, ne davano una giustificazione, una spietata ricostruzione, ne elencavano le attenuanti, descrivevano gli ambienti piuttosto che i dialoghi scatenanti. Alcuni degli interventi sono tratti dagli atti dei tribunali, altri da interviste.
Come sempre, non aggiungo mie parole di lode o critica, a quelle più autorevoli e sottilmente ironiche, di Max Aub. Lo faccio proponendo per intero l’introduzione da lui scritta nel 1956 al volumetto e riportata nell’edizione della Sellerio.
Non riporto invece alcuna delle dichiarazioni che costituiscono il vero e proprio testo del libro.

Il testo è molto conosciuto e lo ricorderete o potrete facilmente recuperarlo nelle vostre biblioteche familiari o dai vostri librai di fiducia.
Mi piace invece suggerire, ove non sembrasse di cercare di insegnare ai gatti ad arrampicare, un link di un’impresa notevole premiata con il Primo Premio nel 1988 al Festival Internazionale Cinemagiovani di Torino.
Si tratta della riproposta teatrale, magistralmente interpretata e coordinata da Luca Alcini e Pietro Bontempo. Sono 4 parti per un totale di 36 minuti, in cui una sessantina di attori interpretano “Delitti Esemplari”.
Oltre la straordinaria bravura e ricchezza interpretativa, che saranno un premio per la fiducia che saprete concedermi, vi invito a riconoscere , tra gli attori, una notevole rassegna di volti noti, camuffati da giovani, visti gli anni trascorsi dalla produzione….
E le sorprese non mancheranno!!!

Il link che segue si riferisce alla prima delle quattro parti. Le successive sono immediatamente proposte da Youtube.  Guardatele, dopo aver letto l’introduzione di Max Aub che segue il link

 

Max Aub  – Delitti Esemplari – Sellerio 1981

Introduzione

Questo è materiale di prima mano: trasferito direttamente dalla bocca alla carta, sfiorando appena l’orecchio. Confessioni senza storia: chiare, confuse o dirette, non hanno altro scopo che di spiegare il furore. Raccolte in Spagna, in Francia ed in Messico nel corso di più di vent’anni, non potevo – oggi – migliorarle: questo spiega la loro semplicità. Certamente mi furono fatte con una precisa intenzione, quella di riaccostarsi a Dio e sfuggire così al peccato. Gli uomini sono esattamente come furono creati, e volerli ritenere responsabili di ciò che, d’un tratto, li spinge ad uscire da se stessi, è una pretesa che non condivido. Gli anni mi hanno aperto alla comprensione. Le ragioni che li hanno spinti al crimine sono raccontate in tutta franchezza, forse con un unico desiderio, quello di lasciarsi trascinare dalla loro pena. Ingenuamente – secondo me – dicono grandi verità.
D’altra parte, si somigliano. Chi mai potrà stupirsene? Un siciliano, un albanese, uccide per le stesse ragioni di un danese, di un norvegese o di un guatemalteco; non dico di un nordamericano o di un russo per non urtare forti suscettibilità. Non menano vanto, si limitano a quel che sono. Si offrono con semplicità. Riconosco che per farli parlare senza remore abbiamo ricorso qualche volta – non fui il solo – a certe droghe figlie di alcuni funghi messicani, della Sierra di Oaxaca per essere più precisi. Tuttavia pubblico soltanto quello che fu autorizzato dagli interessati. Non ne rivelo i nomi, ma li ricordo tutti. «Il vino ravviva il cuore», è scritto in un celebre romanzo spagnolo. Non soltanto il cuore. Talvolta l’uomo non può arrivare da solo al massimo delle sue possibilità. Ho conosciuto grandi scrittori che avevano bisogno di espedienti per librarsi più in alto e dare il meglio di se stessi. Questo non succede a pittori, ingegneri e architetti. Se è un fatto di superiorità, lo ignoro. Nessuno riconosce di buon grado i propri limiti. E chi è che non leva il suo sguardo a Dio?
Ciò che segue non è che un mormorio: rozzo, ma pur sempre un mormorio. Mormorio d’acqua sul muschio, come diceva in una canzone francese un peccatore impenitente, ma traboccante di musica.
Forse, come quasi tutto, non avrei dovuto pubblicarle. Che altro aggiungere? Niente. Se si aggiunge qualcosa, lo storia non ha più valore.
L’uomo del nostro tempo non rispetta che i fallimenti. Ormai, anche l’ultimo grande mito cade, non per vecchiaia, ma per eccesso di potere. La grandezza umana si misura solo per quello che riuscì ad essere. Non andiamo verso nessuna direzione; il nostro grande ideale, adesso, è la mediocrità, è la coercizione dei propri impulsi. Per questa presunta dignità di castrazione, molti dei migliori sono morti. Nel loro sottomondo, questi umili criminali danno una giustificazione ai loro crimini senza nemmeno sapere perché, ma non credo che ispirino pietà. In questo sono mediocri quanto noi, noi che non osiamo gridare nell’immenso processo del nostro tempo. Noi accettiamo, con volontà deliberata, tutto ciò che ci impongono; non dissentiamo nemmeno, tutti di comune accordo. Come afferrare la fortuna con una sola mano? Sto usando, beninteso, un tono assurdo per presentare questi esempi. Manco dì fiato per farlo in piena semplicità e naturalezza. A chi non sono cadute, oggi, le ali? Se persino i migliori sono sfiduciati, tutti gli altri, i mediocri, che possono fare? Mai fummo tanto rasenti alla terra: essa ci inghiottirà senza lasciare alcuna traccia di noi. Non gettiamo la croce addosso a nessuno: si è perduta la semenza, forse a causa del tempo cattivo. Il sale della saggezza non muove al riso; del resto non ce l’hanno più neppure i saggi, i quali si mordono la coda dopo essersi lasciati fagocitare dai loro figli. Cosa abbiamo coltivato? Cosa abbiamo raccolto? Ci resta soltanto il gioco, che dipende dal caso. C’è chi, felice, non si stanca mai di giocare. Io sì. E anche coloro che qui si confessano: il miope, il presbite, e intanto si danno botte da orbi.

Messico, 1956

P.S. Contrariamente a ciò che si potrebbe supporre, soltanto le due ultime confessioni provengono da alienati mentali. In genere, i pazzi furono molto deludenti. I testi non sono classificati né per soggetto né per paese, sebbene, per comodità del lettore, siano dati talvolta in serie. Quando ho potuto, ho cercato di evitare così la monotonia, che è un altro grosso crimine.

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Un pensiero su “Max Aub – Delitti Esemplari

  1. Sei tornato a fare il venditore di libri, e la domanda è tutta d’un fiato, senza bisogno di un punto, basta la virgola: “si smette mai d’essere qualcosa che si è stati?”.
    Comunque no, non mi serve il pacco regalo, è per me. Anzi…anzi no, fammelo lo stesso, che arrivo a casa e me lo apro 😉

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