Alvaro Mutis e Gabriel Garcia Marquez

Quali parole aggiungere alle loro?

Poche righe per ricordare il primo incontro con Alvaro Mutis.

Mi accorsi che era nella libreria, mentre stavo seguendo un cliente. Lo salutai e si stupì di essere riconosciuto perché, anche negli anni di internet, allora giravano poche fotografie che lo ritraevano.

Iniziammo a parlare dei suoi libri, di quelli che avevo letto.
Dell’uscita imminente del film tratto da “Ilona viene con la pioggia“.
Del cast e della colonna sonora di Fossati e De Andrè.
Della sua amicizia con Gabo e della mia passione per “Cent’anni di solitudine“.
Dei libri che  Garcia Marquez gli aveva dedicato e di come la metafora della bottega del vecchio catalano, raccontata in “Cent’anni di solitudine”, fosse un po’ il racconto della loro amicizia di gioventù.
Di quanto mi sembrava impossibile essere lì in quel momento a  parlare con lui e di quanto mi sarebbe piaciuto poter incontrare Garcia Marquez.

Ebbi anche, da Mutis, un ringraziamento per come erano esposti e proposti i suoi libri nella libreria che gestivo.
Quando gli dissi che i suoi libri erano proposti con enfasi perché li portavo nel cuore si illuminò…. e…. non mi parlò più come tutti gli autori fanno con i librai che devono vendere i loro libri, ma come uno a cui stesse finendo di raccontare una storia che non gli era riuscita bene , come se avesse da aggiungere dei dettagli a un romanzo.

Fu lui a chiedermi , con interesse a questo punto, quali racconti mi erano piaciuti di più tra quelli pubblicati nella raccolta curata  in Italia da Adelphi intitolata “La casa di Araucaìma“.
Mi disse poi, parlando del film tratto dal suo “Ilona viene con la pioggia”, che l’attore che interpretava \ gli piaceva molto e convenimmo di come fosse difficile tradurre in linguaggio cinematografico certe sfumature che la letteratura aveva miglior possibilità di definire.

Più tardi mi salutò, dicendomi “Tornerò a trovarti“.

Restai, solo, a godere in silenzio questo incontro incredibile. L’ho raccontato a pochi, ma sempre con orgoglio smisurato e invadente.

Quando qualche mese dopo riapparve  non credevo fosse possibile aver toccato l’animo di uno dei miei miti letterari.
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2 pensieri su “Alvaro Mutis e Gabriel Garcia Marquez

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