Furore

Henry Fonda in Furore – John Ford 1940Henry Fonda in Grapes of Wrath -1939 - John  Ford

Testo da John  Steinbeck – The grapes of Wrath – Furore – 1939 – edizione italiana in Bompiani nella recente traduzione di Sergio Claudio Perroni .

…..Ma’ disse: “Come faccio a sapere che ti succede? Capace che t’ammazzano e io manco lo so. Capace che ti fanno male. Come faccio a saperlo?”.

Tom fece una risatina imbarazzata. “Be’, magari è come diceva Casy, che uno non ha un’anima tutta sua ma solo un pezzo di un’anima grande… e così…”

“E così che, Tom?”

“E così non importa. Perché io ci sarò sempre, nascosto e dappertutto. Sarò in tutti posti… dappertutto dove ti giri a guardare. Dove c’è qualcuno che lotta per dare da mangiare a chi ha fame, io sarò lì. Dove c’è uno sbirro che picchia qualcuno, io sarò lì. Se Casy aveva ragione, be’, allora sarò negli urli di quelli che si ribellano… e sarò nelle risate dei bambini quando hanno fame e sanno che la minestra è pronta. E quando la nostra gente mangerà le cose che ha coltivato e vivrà nelle case che ha costruito… be’, io sarò lì. Capisci? Perdio, sto parlando come Casy. È che lo penso tutto  il tempo. Certe volte è come se lo vedo.”

“Non riesco a capire,” disse Ma’. “Non ci riesco Manco io,” disse Tom. “È solo roba che m’è venuta di pensare. Ti viene di pensare un sacco quando non ti puoi muovere. Devi tornare al campo, Ma’.”

“E tu ti devi pigliare i soldi.”

Tom rimase in silenzio per qualche istante. “Va bene,” disse.

“E… Tom… più avanti, quando si sistema tutto, tu devi tornare da noi. Ce la farai a trovarci?”

“Certo,” disse Tom. “Ora è meglio che vai. Su, dammi la mano.” La guidò verso l’imbocco del cunicolo. Le dita di Ma’ tenevano stretto il suo polso. Tom scostò la coltre di rovi e uscì con lei. “Segui il campo fino al sicomoro che c’è in fondo, lì scendi al torrente e passi dall’altra parte. Ci vediamo.”

“Ci vediamo,” disse Ma’, e si allontanò in fretta. Aveva gli occhi umidi e brucenti, ma non pianse. Si avviò nella boscaglia incurante del rumore che facevano i passi sulle foglie. E mentre camminava, dal cielo cupo cominciò a venir giù pioggia, gocce grosse e rade che si abbattevano pesantemente sulle foglie secche. Ma’ si fermò e rimase immobile in mezzo alla boscaglia madida. Si girò, fece tre passi verso la montagnola di gelsi; poi tornò a girarsi e si avviò in fretta verso il campo dei vagoni.

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